Editoriale

E se il problema fosse Ever?

ever-banegaHo sempre ammirato i giocatori come Ever Banega. Un po’ perché nel calcio come nella vita mi è sempre piaciuto chi prendeva il suo tempo per pensare, per riflettere, fosse anche solo come servire al meglio un compagno o scegliere una birra al pub, un po’ perché mi identifico caratterialmente nel calcio argentino, vivo, ruvido, alle volte brutale ed eccessivo, ma sempre passionale e vero.

Se mi sono perso in questo pistolotto introduttivo è per giustificare, a me stesso, quello che sto per scrivere. E cioè che Ever Banega, in questa squadra, nella squadra che ha in mente e nelle vene De Boer, forse (lasciatemi un dubbio) rappresenta un disequilibrio, un lusso, o peggio, un equivoco incolmabile.

Ever è un giocatore particolare dal punto di vista tattico. Non è un trequartista moderno, non ha velocità per esserlo, non è neanche un regista arretrato come lo è stato Pirlo, pur avendo una discreta visione di gioco, difende male il possesso visto che, per natura e indole, ha come riferimento gli ultimi 35 metri del campo avversario e spesso preferisce cercare l’uomo invece di aggirarlo. Ci fu un tempo nel quale è stato impiegato come regista basso o, addirittura, come interno di centrocampo. Ma fu durante la sua militanza al Boca. Un periodo che per noi non fa statistica. Il calcio argentino, pur nella sua luce, gira a ritmi molto più bassi rispetto a quello europeo. Inoltre, Benega in quel ruolo fu dirottato per la presenza di Riquelme, allora intoccabile al pari di ogni altra grande bandiera locale.

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Se allora dovessimo trovare una definizione per Ever potremmo suggerire quella, non nostra, di “regista avanzato”. Uno che riduce le distanze tra difesa e attacco, suggerisce per gli esterni, imbuca per gli attaccanti o gli altri centrocampisti che tagliano in direzione della porta avversaria. Questo tipo di giocatore ricalca le caratteristiche di Banega, che ritengo, e voglio ripeterlo, una delizia tecnica, ma prevede una squadra che ruoti attorno a lui. Unai Emery al Siviglia gliela costruì. Gli mise a disposizione un 4-2-3-1 con il quale vinse due Europa League, ottenendo nelle finali il titolo di miglior giocatore.

La squadra di Emery, in fase di possesso palla, aveva come caratteristica quella di abbassare uno dei due mediani sulla linea dei difensori, facendo scivolare Banega nel mezzo del campo per prendere il primo pallone masticatile dalla difesa, mentre l’ultimo dei tre mediani assumeva una posizione poco oltre la linea creata da Banega per dare alla squadra la possibilità di avanzare nel secondo passaggio.

De Boer ha costruito una cosa simile, facendo di necessità virtù, per una questione di giocatori più che per un’idea di gioco. L’Inter adotta un modulo simile a quello del Siviglia: quattro difensori, Medel e JM, Banega davanti, due ali di fianco, e Icardi come unica punta. Ci sono state partite, come quella con la Juve o quella con l’Empoli (con Banega  squalificato e zero gol incassati), dove questo modo di giocare ha funzionato a meraviglia. Altre nelle quali ci siamo scoperti fragili e troppo vulnerabili.

Perché, ci si chiede, se andava a bene a Siviglia questo tipo di modulo, il modulo “Banega”, non va bene con noi? Principalmente per una questione di singoli. Il modulo “Banega” impone ritmi ai due interni, specie in fase di difesa, che noi non possiamo permetterci. I giocatori che utilizziamo, per caratteristiche personali, non sono gli stessi che il Siviglia disponeva. Medel, ad esempio, per tutta la grinta che mette, non ha la stessa forza di Krychowiak né il suo stesso dinamismo (il polacco non ha caso è passato al Psg quest’anno). Jm ha classe da vendere ma non gli si può imporre, ad ogni partita, di cantare e portare la croce (come si dice dalle mie parti, terra di santi).

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Da qui il “problema” Banega. E’ un giocatore che si può integrare con le caratteristiche degli altri presenti in rosa? Questo modulo, adattato su di lui, è quello che ci consente di giocare meglio?

Al momento la domanda sembra non avere una risposta certa.

Questo tipo di modulo non è quello che Frank conosce e che ha applicato con seriale metodicità negli ultimi sei anni all’Ajax fino a farne diventare una marchio di fabbrica. Ad Amsterdam De Boer ha disposto la sua squadra con un 4-3-3, con due ali veloci (ma molto meno tecniche delle nostre), terzini che costruiscono gioco, un attaccante d’area (Milik) fisicamente robusto ma capace di giocare di sponda, due interni con buoni piedi, e un centrale molto mobile, la punta in alto dell’ipotetico triangolo di centrocampo, in grado di creare, proprio per queste sue caratteristiche, inserimenti continui, sostituendo spesso l’attaccante per vie centrali quando questo era chiamato a fare la sponda.

Questo tipo di gioco, con le ali che calpestano le linee laterali, in fase d’attacco moltiplica le situazioni di uno contro uno, e permette ai centrocampisti di segnare.

Nell’Ajax il centrale Davy Klaassen l’ultimo campionato con De Boer in Eredivisie ha fatto 13 gol e 8 assist. Ma Klaassen è un giocatore (giovane, 23 anni appena) che fa dell’atletismo e della visione del gioco le sue caratteristiche. I gol e gli assist ci dicono che svolgeva sia il ruolo di rifinitore, sia quello di finalizzatore. Banega non ha la stessa capacità atletica e i tempi giusti di inserimento (anche se in area come abbiamo visto con la Roma, sa il fatto suo).

Ora, ammesso che Frank, visti i risultati e la sofferenza, voglia ricreare un Inter speculare al vincente Ajax, si dovrà interrogare se per quel ruolo Banega è il giocatore giusto. Io credo di no. Quella figura, il Klaassen dell’Inter (e Dio mi perdoni),  assomiglia molto a quella di Joao Mario. Poi ci sarà anche da ripensare agli interni di centrocampo – Brozovic e Kondogbia (o Gnoukuri), ma non Medel, potrebbero avere il giusto profilo – ma questo è forse il problema minore.

Quello principale è dotare la squadra di un equilibrio anche in fase difensiva. Messo al muro De Boer potrebbe tornare all’ovile, al caldo di una tana che già conosce. Se lo farà, primo o poi, dovrà fare un sacrificio. Immolare un ottimo giocatore alla ragione di Stato. Uno come Ever Banega.

 

 

 

 

 

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11 thoughts on “E se il problema fosse Ever?

  1. Simone ha detto:

    Per me bisognerebbe schierare 442 piatto con 3 dei 4 centrocampisri buoni (Candreva-Perisic-JM-Banega in campo) e il mediano di contenimento (Medel, Ciokori, Melo…) per poter mettere in campo due punte vere con più gol nei piedi e provare a dare un futuro a tutti quei cross che col solo Icardi in area sono inutili.

  2. Ottima analisi. E condivido pure il commento che mi precede. Se non hai un gioco, riparti da un 4-4-2 che tutti sono in grado di giocare, e in quel 4-4-2, Banega e Joao Mario si giocano un posto, perché non hanno caratteristiche per giocare ai lati e un mediano incontrista è necessario.
    Il 4-3-3 e il 4-2-3-1 rendono Icardi solo nel deserto ed essendo tatticamente scadente, i suoi limiti escono enfatizzati. Affiancare Gabigol o Palacio a Icardi significa anche garantire una maggiore presenza in area. Il “bel gioco” che si è visto nel primo tempo contro il Cagliari ha partorito cross che vedevano Icardi contro 3… Se si riesce a uscire dal buco nero, dopo la pausa di Natale – e due terzini nuovi di zecca – si può riprovare un 4-3-3 che oggi mi pare autolesionista. Aggiungo che De Boer non avrebbe mai preso Banega.

    • Ma JM e Banega sono i nostri due piu’ forti, rinunciare ad uno dei due in partenza secondo me e’ mancare d’ambizione. Oltre a essere forti tecnicamente sono anche intelligenti, giocando assieme lo troveranno loro il giusto equilibrio in campo. Sulla carta una seconda punta ha senso, ma chi metti, Palacio che ha fatto 1 gol in 2 anni? Eder che ne ha fatto 1? Barbosa che e’ un’incognita e non lo si puo’ neanche provare in Europa League? Ad avere un Cruz non ci penserei due volte, ma con i nostri e’ tutto da dimostrare che 2 punte porterebbero un vantaggio.

  3. Pingback: Ultima chiamata | RUDI

  4. Antonio ha detto:

    Una squadra si costruisce sui più forti, nel tempo, se sono davvero forti. Cioè, se Banega è forte(io credo di sì), e jm è forte, allora sono imprescindibili, non un lusso. E gli altri se sono in grado si possono e devono adeguare. Altrimenti si cambiano loro…
    Basta coi Pirlo e Seedorf mandati altrove perché un dibiagio, con tutto il rispetto per l’impegno, non era in grado di parlare la loro lingua…Abbiamo già dato…

  5. leonnato ha detto:

    E’ verissimo,questi moduli “moderni” tipo il 4-2-3-1 non rendono,Icardi è isolato, quando basterebbe affiancargli un altro attaccante,anche un’altra prima punta,e sarebbe meno prevedibile. Poi dipende sempre dai movimenti che fanno i giocatori, all’Inter si muovono poco,tipo il Cholo gioca 4-4-2 però quando attaccano arrivano a essere presenti in area avversaria fino a NOVE giocatori. Noi abbiamo Icardi e….? Cioè,appena JM ha provato un inserimento ha fatto gol. Ma ci vuole tanto? Secondo me Banega e JM non sono granché compatibili. Poi per favore,gnoukuri’ può giocare se vinci 3 a 0,non per rimettere in sesto una partita…

  6. Gus ha detto:

    Concordo con Rudi. Non è il giocatore che FdB avrebbe chiesto di prendere (manco Mancini, come è noto). Il modulo visto ieri sera è quello più vicino all’idea di calcio dell’olandese, con un regista difensivo dotato di fisico, tecnica e visione, un incontrista puro ed un interno con piedi e tempi di inserimento (diciamo Medel JM e…Bazoer). Peccato gli interpreti non fossero propriamente all’altezza. Non è un caso questo continuo ricorso a Gnoukuri, che però non è oggettivamente un profilo da Inter (ma ha scalato le gerarchie su un Kondogbia davvero grezzo ed un Melo oramai ex giocatore). Banega è il classico atipico che divide, ma se ce l’hai in squadra con quei piedi è difficile tenerlo fuori, soprattutto se chi va in campo gli è distante anni luce sotto il profilo tecnico. Noto comunque nelle ultime uscite un baricentro più basso e la rinuncia al pressing alto. Il risultato è lo stesso però, quanto ad occasioni lasciate agli avversari. Non so se è un tentativo di essere più accorti da parte del tecnico o la condizione atletica che non regge l’intensità del gioco voluto da FdB.

  7. 70gus ha detto:

    Il modulo messo in campo ieri sera è quello che più si avvicina all’idea di calcio del tecnico olandese. Gnoukuri dovrebbe essere il regista basso con fisico da incontrista, tecnica e visione, Brozovic l’interno con i gol nelle gambe ed il giusto timing per gli inserimenti e Medel l’interditore puro. Che dire, forse se al posto di Brozo metti JM e di Gnou…Bazoer, allora magari. Nemmeno Icardi è la punta che dialoga, fa reparto e favorisce gli inserimenti. Il 442 sarebbe anche secondo me l’opzione più saggia. Concordo con Rudi, FdB non avrebbe chiesto Banega (nemmeno Mancini, se è per questo). Banega è il classico atipico che divide, ma se ce l’hai in squadra con quei piedi è difficile tenerlo fuori, soprattutto se chi va in campo al suo posto gli è tecnicamente distante anni luce.

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