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Quella volta che Pino Robiola decise di farsi l’autobiografia

Ma che bella idea ha avuto Icardi! Scrivere un libro senza averne mai letto uno. E allora, che minchia. Mica sono da meno. Neppure io ho mai letto un libro, se si esclude “L’uomo che sussurrava ai taralli” di Antonio Cassano che c’h pure con l’autografo, una bella ics.

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Quindi mo’ mi ci provo pure io che di cose da raccontare sapete quante ne posso raccontare. Tipo quando il mago Otelma disse a Galliani che se voleva vincere la Chempions doveva ogni anno accattarsi un ex giocatore dell’Inter (e lui pur di dare retta al mago si è pigliato di tutto, pure a Mansini il brasiliano). Quando lo psicologo di Ranocchia è andato dallo psicanalista e lo psicanalista dallo psichiatra visto che non capiscono come è possibile che dopo ogni seduta quello gioca peggio. Quando la mafia costrinse l’Inter a scambiare il nipote portiere della baronessa di Carini con Cannavaro. Quando Moratti aspettava Vampeta e ci arrivò il sosia di Clarc Gheblo che poi non hanno fatto partecipare neanche al “Tale e quale show” di Carlo Conti.

Non mi piace perdere tempo e ho già incominciato a raccogliere le mie memorie. Credete a me, ho pronti degli scuup che in confronto Gianluca Di Marzio è un poppante, uno che c’azzecca alle notizie come Bersani c’azzecca alle campagne elettorali.
Voglio partire con una telefonata che c’ho fatto ieri sera a un grande tifoso interista che non vi sto a dire il nome e il cognome, ma che vi posso giurare che è uno che ha contato assai e che assai conterà (fidatevi…).
Io questa bella telefonata l’ho registrata di nascosto e ve la racconto in anticipo prima di schiaffarla sul libro che sarà un grande successo. Pure a Camilleri supero in classifica che magari così smette pure di fumare dalla delusione.

Buongiorno presidente.
“Ueilà Pino, che piacere sentirti”.
Piacere mio, presidente.
“Suvvia Pino, è da un pezzo che non sono più presidente…”.
Per me lei sarà sempre il presidente.

Risata, il rumore di un accendino che appiccia una Muratti.

Minchia che bordello con Icardi. Ma possibile che in società nessuno aveva letto prima il libro?.
“Che ti devo dire caro Pino, gliene avevano mandato una copia in bozze ad Ausilio. Lui però s’è addormentato a pagina due e, bòn, è andata com’è andata”.
Gli ultras andrebbero ingabbiati una volta per tutte, altro che difesi. Anche con lei ci sono andati giù pesanti tante volte.
“Acqua passata. In fondo, son bravi ragazzi. Ti ricordi quando Frey aveva parcheggiato lo scooter in sosta vietata davanti al Meazza e loro glielo lanciarono in campo per evitargli la multa? Simpatici, che carini…”.
A zappare li manderei, altro che.

Pausa. Un colpetto di tosse.

“Passerà anche questa, stai sereno. Semmai inizia a preoccuparmi il De Boer. Uè, non mi pare mica tutto ‘sto fenomeno…”.
Domani viene da me per la lezione di itagliano settimanale, ci chiedo pure io qualche spiegazione. Lui dice sempre: “Non sarò il Cholo ma neppure un ciula”.
“Appunto…”.
Appunto cosa?
“Chi glieli scrive i testi? Il Bertolino? Cambiamo discorso Pino, che l’olandese mi pare uno Stramaccioni senza gel nei capelli: fosse per me… Dai, su, hai mica qualche trequartista simpatico tra le mani?”.
No, niente. C’ho un difensore però….
“Frena, Pino. Lo sai che i difensori li amo come le meduse al Forte dei Marmi”.
Vero, dimenticavo.
“E poi ormai non sono altro che un tifoso, il mercato spetta ad altri”.
A proposito. Almeno questi cinesi mi piacciono assai, i piccioli veri hanno.
“Promettono bene, sì, sono ricchi e, soprattutto, simpatici”.
Grazie a loro abbiamo il primo vero grande colpo dell’Inter dopo il Triplete….

Silenzio.
Risatina a metà tra la soddisfazione e la diffidenza.
Un’altra Muratti che si accende.

“Joao Mario? Sì è simpatico, ma non c’è gara con il Cambiasso, dai, non scherziamo”.
Presidente, che c’azzeccano Joao Mario e Cambiasso. Mica ci volevo parlare male del passato. Io penso a un top pleier che all’Inter non ci giocherà mai.
“Di che parli, Pino? Mi sa che ci sei andato giù duro col Chivas al piano bar del Jerry”.
Quello con la faccia da scagnozzo di Scarface.
“Ti capisco poco sai…”.
Gioca nel Real Madrid.

Lunga aspirata di Muratti.

Rodriguez, James Rodriguez.
“Ahhhh ora ho capito..sì, sì. Simpatico il James”.
Solo il fatto che i cinesi ce lo volevano accattare vuol dire che siamo tornati.
“Effettivamente, un ottantina di milioni anche per me erano una bella cifretta, giusto per il Bobone valeva la pena”.
Bobone o non Bobone, son finiti i tempi dei pagherò di Thohir.
“Suvvia non essere troppo cattivo, in fondo, anche lui è simpatico”.
Sarà, ma tiene i pesci carnivori nelle tasche.
“Beh su questo, caro Pino, hai ragione: spillargli i soldi era come chiedere a Recoba di allenarsi”.
Se penso che per tirare su due lire abbiamo sacrificato a Benassi per accattarci a D’Ambrosio.
“Ehh ai mie tempi…”.
Dico io, mesi a sbavare per M’Vila.
“M’Vila? Quello lo avrei mandato a riprendere i palloni che il Nagatomo calcia fuori dalla Pinetina quando si allena nei cross, altro che maglia”
Presidente, ci pensa a Dodò. Pareva pettinato come Massimo Ciavarro in Sapore di Mare, io il balletto con Milly Carlucci ci facevo fare.
“…e Schelotto…”.
Minchia a quello ci stava a venire un infarto solo perché aveva segnato nel derby. Che faceva se era Cruz: finiva la carriera pieno di baipass.
“Rocchi, te lo ricordi?”.
Mamma mia, non si poteva guardare….

Ancora Silenzio. Lungo, molto lungo.

Un attimo presidente: Rocchi, Schelotto non erano roba sua?
“Mia?”.

Un’altra Muratti.
Anzi, due in un colpo solo.

“Sai che forse hai ragione? Dovrei sentire il Branca. Lo chiamo più tardi. A quest’ora sarà alla messa in prova dell’ultima giacca di tweed: una figata credimi, ce l’ha pari pari l’Oriali.
Va beh, presidente, ho capito…il passato è passato.
“Parole sante. Guardiamo al futuro: il mercato ora dovrà essere diverso, come dire più…più…simpatico, ecco, più simpatico”.
Si cambia musica. Questi i piccioli ce l’hanno veramente. Ce lo dobbiamo mettere in testa a Marotta e compagnia cantante: è finita l’epoca del cappello in mano. Siamo tornati ricchi!
“Giusto, forza Inter! E non dico Amala che la figlia di Celentano è lì sempre a chiedere la moneta”
Ora l’importante è spenderli bene ‘sti piccioli, non buttarli a minchia.
“Bravo Pino, per questo stavo giusto pensando di tornare a…”.

Qui cari amici, è caduta la linea.
E forse è meglio così.

Amala (e accattala una copia del libro mio, spendili questi venti euri, non fare come Thohir)

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