Editoriale

Diego ti presento Mauro (o anche di come un giudizio avventato a volte possa nascondere una pericolosa idea del mondo)

La moralità è tema scivoloso già di suo. Impartire lezioni di moralità, applicare categorie, condannare i comportamenti altrui significa avere in mente un’etica di riferimento che sia certa e non mobile oppure procedere a braccio.

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Diego Armando Maradona è stato il più grande giocatore di tutti i tempi e di tutte le galassie, sul dogma non v’è dubbio alcuno e spero che almeno in questo caso valga un criterio obiettivo di giudizio. Le sue giocate non sono ripetibili perché non lo è la formula magica, il combinato disposto di talento, follia, elasticità, perfezione, senso del teatro e magia. Si può tentare di avvicinare il segreto delle sue parabole, scimmiottare la sua corsa pesante e poi leggerissima, analizzare le sue traiettorie irregolari e ridurre a scienza la totale anarchia dei movimenti, ma mai e poi mai si potranno rifare le cose che ha fatto Diego Maradona, laddove per le cose intendiamo la reinvenzione del calcio. Punto.

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Mauro Icardi è un giovane attaccante il cui talento è più speculativo che non creativo. Mauro vive degli errori altrui, li capitalizza e ne fa la sua stessa ragione d’esistere come calciatore. Certo ci vuole una buona e solida base tecnica, certo ci vuole la consapevolezza dei ritmi del gioco (proprio e altrui), e una grande capacità di calcolo e previsione, ma Icardi non costruisce sogni, piuttosto polverizza e spegne quelli altrui con la costanza e la postura di un bimbo innocente.

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Diego Armando Maradona è uscito malconcio dalla sua prima morte, quel momento che Gigi Riva nel suo mirabile libro su Faruk Hadzibegic identifica con il ritiro dell’atleta dalla vita sportiva. Scandali, eccessi, pericoli, crolli senza mai rinascite, problemi con il fisco, problemi con mogli e compagne, problemi di cui tutti noi che lo abbiamo amato alla follia avremmo voluto ignorare l’esistenza, perché se è vero che non necessariamente il calciatore e l’uomo debbano mostrare le stesse virtù, non è bello sapere che l’uno è il ritratto di Dorian Gray di quel che era l’altro. Le prime sparate di Maradona su politica e globalizzazione, il suo terzomondismo e l’antagonismo agli yankee ci erano piaciuti moltissimo ed erano facili da supportare, poi sono arrivati gli eccessi, quelli difficili da sopportare, quelli dolorosi che appannano l’icona. Ciò nonostante, nessuno giudica Maradona perché quello è compito del Barba, di quel Dio a cui Diego da del tu quasi come faceva con il pallone

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Mauro Icardi a un primo e poco attento esame è il perfetto stereotipo del millenial scazzato. Caruccio come un Justin Bieber della pampa, ricco come chiunque abbia non la sorte ma il talento di giocare bene a calcio, avrebbe potuto spendere gli anni della sua prima vita (cit), in perenne movimento tra un locale e l’altro, tra una modella e l’altra, tra una pagina di gossip e l’altra. Solo che. Solo che Mauro si è innamorato, un participio complesso per chi conosce bene la passione ma non le conseguenze dell’amore. Icardi si è innamorato della donna di un amico e con dolorosa coerenza e per dimostrare che non si trattava di un capriccio l’ha sposata, ha di fatto adottato i tre figli di lei e ha coronato il suo sogno di paternità con una bimba, una bellissima bimba. Quando non consuma gli infiniti kylobite del suo piano tariffario con foto di Lamborghini e orologi, Mauro posta con fanatica dedizione le immagini di una famiglia felice. Non ci sono sue foto imbarazzanti, tolte quelle del lungo momento di esibizionismo a inizio relazione e quelle compulsivamente diffuse dalla moglie, non ci sono scandali che lo riguardino né probabilmente ci saranno.

Ora il fatto è che Diego Armando Maradona non perde occasione di dire cose orrende su Mauro Icardi (il traditore, così lo chiama), puntando forte sul fatto che in patria una sua parola pesa ancora come un macigno e che la carriera di Icardi in Nazionale non può che essere penalizzata dalle sue continue esternazioni. Due giorni fa finalmente Mauro Icardi ha risposto, con educazione ma anche con grande fermezza e ha detto che chi colleziona solo figuracce non è un esempio.

Senza entrare nelle dinamiche dell’antipatia di Maradona, che con tutta probabilità nasce da un suo rapporto di amicizia con Maxi Lopez o con l’ingiustificata auto-proclamazione a moralizzatore del calcio, senza prendere una posizione da tifoso che in questo caso sarebbe molto stupida e comunque impossibile in partenza, perché si tifa per il gioco e non per le persone e mai nessuno potrà interpretare meglio il gioco di Maradona (così sgombriamo il campo dall’elemento tifoso), resta un tema ben più delicato e che riguarda la visione del mondo che Diego armando Maradona vuole imporre.

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Proprio come nella felice foto qui sopra, per Maradona Wanda Nara è senza volto, non esiste. In una società di galletti e maschi tutti d’un pezzo, Mauro Icardi ha tradito un amico e poco importa se fosse innamorato di quella donna e lei di lui. Non conta. C’è lo spogliatoio, ci sono gesti gladiatorii e non esiste l’arbitrio femminile. Peccato che Wanda Nara sia una delle donne meno disposte a subire l’imposizione del galateo da spogliatoio al mondo e abbia dimostrato più che scientificamente di saper scegliere, assumere posizioni forti e frontali, per condivisibili che siano. Nell’idea di mondo di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, un 23enne innamorato che si prende la responsabilità di crescere tre figli come fossero suoi è un traditore, uno che invece copulava in allegria con le baby sitter dei bambini, le governanti e le amiche della moglie è un dritto, uno con le palle.

Senza esprimere alcun ulteriore giudizio né suggerirne, questo il triangolo in esame: la seconda vita di Maradona, la vitalità dirompente e orgogliosa di Wanda Nara e la determinazione bambinesca di Mauro. La notizia di queste ore è che Wanda Nara e Mauro Icardi sono in attesa di un’altra bimba. Per essere un traditore possiamo solo constatare che Icardi ha un senso della famiglia spiccato almeno quanto quello dell’area piccola, possiamo solo salutare l’amore di Maurito per il fine ultimo della creazione.

 

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2 thoughts on “Diego ti presento Mauro (o anche di come un giudizio avventato a volte possa nascondere una pericolosa idea del mondo)

  1. Boris I ha detto:

    ….dicono che al delirio d’onnipotenza, segua il delirio di impotenza….. #maradona
    P.S. Icardi ha 23 anni ORA… all’epoca dei “fatti” ne aveva 20 …un bambino, in pratica.

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