Frank in progress (non disturbate il conducente, la nostra analisi tattica)

di Michele Tossani

La prestazione dell’Inter a Roma ha lasciato sul campo, oltre ai punti, anche alcune perplessità di fondo sulla gestione tecnica della squadra nerazzurra. In particolare è stata La Gazzetta dello Sport a esprimersi in questi giorni, attraverso diversi articoli, per una bocciatura (ancorché parziale) della guida tecnica di Frank De Boer. Infatti pur riconoscendo al tecnico olandese il merito di aver prodotto la vittoria sulla Juve e di aver prestato attenzione ad alcuni giocatori dimenticati dal suo predecessore, come Gnoukouri e Miangue, la critica della rosea si è concentrata su alcuni aspetti tattici come la mancanza di vere alternative offensive ad Icardi, la bassa percentuale di realizzazioni rispetto ai tiri prodotti (9,09%: soltanto Crotone, Empoli e Pescara hanno attualmente una percentuale di realizzazione peggiore rispetto a quella dell’Inter) o uno stile di gioco giudicato troppo spregiudicato, con una eccessiva trascuratezza della fase difensiva.
Partiamo dalla percentuale realizzativa. Sicuramente i 9 gol segnati fino ad oggi sono pochi… Ma questo dato va confrontato con il numero totale di tiri realizzati. Se contiamo questi ultimi, infatti, notiamo come i Nerazzurri abbiano tirato ben 99 volte verso la porta avversaria, vale a dire lo stesso numero di tentativi effettuati dalla Juventus e 8 in più dei 91 realizzati dal Napoli, squadra la cui prolificità nessuno ha mai messo in discussione. Questo significa che la squadra di FdB tira molto in porta cioè produce un calcio offensivo nel quale si creano occasioni da gol. Certamente la percentuale di realizzazioni rimane bassa rispetto al volume di gioco prodotto ma questa deve essere imputata maggiormente ad errori individuali più che a demeriti del tecnico. Il bravo allenatore, si sa, porta i propri giocatori davanti alla porta. Ma negli ultimi 16 metri o, comunque, nella parte finale del campo, sono le caratteristiche dei singoli a fare la differenza. La batteria di attaccanti di FdB comprende, oltre al totem Icardi, giocatori come Eder (che non è esploso, anzi è peggiorato, rispetto alle sue medie, sotto la precedente guida tecnica), Palacio o Jovetic, che devono trovare ancora una loro collocazione precisa all’interno della rosa o Gabigol, che va aspettato e che sarebbe prematuro bocciare già ora.

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Per quanto riguarda il gioco, sfido chiunque a rimpiangere quello (non) visto sotto Mancini. È vero che la squadra ha talvolta degli aspetti zemaniani come quello di subire troppo facilmente il contropiede avversario ma è anche vero che FdB è al lavoro da pochi mesi con questo gruppo. Eppure è già riuscito a dare alla squadra un’identità tattica già visibile. La costruzione di triangoli per favorire il portatore di palla e creare più linee di passaggio, l’attenzione all’utilizzo delle fasce laterali, l’alto numero di uomini che attaccano l’area, la ricerca costante delle sovrapposizioni sono tutti elementi che fanno parte del DNA del gioco all’olandese e che De Boer sembra aver già inculcato ai Nerazzurri. Se pensiamo che alcuni allenatori italiani chiedono tempo dopo un intero girone d’andata o che in certi casi non sono nemmeno dopo un anno in grado di tirar fuori qualcosa dalle squadre a loro disposizione, possiamo certamente dire come FdB sia un passo avanti rispetto alla tabella di marcia. Il fatto che ci sia da lavorare ancora è indubbio come è innegabile che difendere 2+1 con soltanto i difensori centrali e Medel contro le ripartenze avversarie sia risultato spesso un sistema inefficace di affrontare la fase di non possesso palla. Ma questi sono automatismi sui quali De Boer e il suo staff lavoreranno. A tal proposito giova ricordare come diversi di questi contropiedi siano stati subiti in fase di costruzione a causa della perdita del pallone da parte dei giocatori interisti e non per una riconquista avversaria nei propri ultimi 30 metri difensivi di campo. Vale a dire che le palle perse sono state più frutto della disattenzione o di un cattivo posizionamento in alcune fasi di gioco che di un fallimento del gegenpressing nerazzurro.

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Sempre a proposito di tattica è stato scritto che con Banega e due ali l’Inter è troppo sbilanciata o che l’ex Siviglia, Candreva, Joao Mario e Perisic non possono giocare tutti insieme. In realtà tutto dipende dalla disponibilità al sacrificio dei giocatori. Il Bayern di Guardiola è arrivato a giocare con Alonso davanti alla difesa e con Coman, Thiago, Muller e Costa dietro a Lewandowski. Candreva e Perisic sono esterni offensivi in grado di lavorare anche in fase difensiva. E Joao Mario può coprire la sua zona di campo collaborando con Medel. Magari una soluzione con tutti questi giocatori insieme non sarà sempre proponibile ma certamente non è da scartare a priori. Con Banega arretrato come interno di centrocampo, un ruolo che il calciatore argentino conosce benissimo, la squadra virerebbe verso un più equilibrato 4-3-3 anche con la presenza contemporanea in campo di tutte le sue bocche da fuoco. De Boer sta lavorando proprio in questo senso: raggiungere un equilibrio tattico all’interno di una predisposizione spiccatamente offensiva dell’undici di partenza. Siamo ancora a livello di work in progress. Semmai, il tecnico orange dovrà lavorare sull’aspetto psicologico del gruppo visto che l’Inter è troppo spesso partita in svantaggio. Limitare le partenze ad handicap sarebbe un buon inizio. Ma questo aspetto o le sconfitte in Europa League non devono far dimenticare il lavoro ed i progressi fin qui compiuti. Non possiamo dire con certezza che la rivoluzione olandese sarà un successo ma neanche sostenere che i segnali fin qui visti non siano in qualche modo incoraggianti specie se, come già detto, paragonati al nulla precedente.

Un pensiero riguardo “Frank in progress (non disturbate il conducente, la nostra analisi tattica)

  1. Teniamoci stretto DeBoer. E’ professionista serio,sta lavorando bene. Ma vi ricordate le partite INDEGNE dell’anno scorso?? La Gazzetta ne parla così perché lui non ha amici giornalisti come li aveva mancini. Tutto qui. Sosteniamo DeBoer. Finalmente abbiamo un allenatore di calcio.

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