Editoriale

L’inadeguatezza sai, è come il vento (5 orrori di Sparta Praga – Inter di cui parlare una volta per tutte)

In serate come questa le pagelle servono a poco, è infinitesimale la distanza tra chi ha giocato malissimo e chi male. Dovessimo salvarne uno, solo Mauro Icardi ha tenuto il campo per 20 minuti da calciatore del suo livello, toccando due palloni di prima che avrebbero potuto (in condizioni normali e se i suoi compagni di squadra non fossero stati ormai in piena crisi psicotica), riaprire la partita. Niente pagelle quindi, solo qualche riflessione su un 90 minuti troppo brutti per essere veri ma anche troppo veri e simili alla sconfitta casalinga con l’Hapoel per essere un caso.

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  1. L’Inter ha una rosa corta, cortissima. Sciocco cadere nell’equivoco del numero e degli ingaggi, questa squadra ha 11 titolari e 3 sostituti decenti, il resto è una preoccupante accozzaglia di limiti tecnici e carte d’identità ingiallite. Prenderne atto è un dovere morale, poi si capirà chi ha farcito la squadra di questi spaventati e spaventosi ex giocatori ma prima bisogna intervenire reparto per reparto. Meglio le ingenuità di Senna che la serie infinita di porcherie ed errori di piazzamento di D’Ambrosio e Ranocchia o il funebre arrancare di Melo.
  2. Ranocchia ha un problema, Ranocchia è un problema. Grave aver fatto passare la balbettante prova contro il Bologna per una buona partita. I primi 10 minuti contro Destro, Verdi e Krejici sono stati un incubo, l’ex capitano se l’è cavata sui palloni alti e con qualche chiusura coreografica, ma nel complesso nemmeno domenica ha saputo dare sicurezza ai compagni. Stasera è stato grottesco e tenero al tempo stesso. Grottesco perché non ne ha mai strusciata una, si è fatto prevaricare da dei bulli 18enni che son passati ovunque, tenero perché ormai lui stesso ha la percezione esatta della catastrofe e gioca come un condannato a morte. Pare abbia un buon motivatore, sappia il buon motivatore che ha tutta la nostra solidarietà. Era in campo contro il Chievo, con l’Hapoel, con il Bologna e stasera: 1 punto in 4 partite giocate dall’inizio. Non può essere un caso.
  3. Senza Miranda siamo smarriti. Il che significa che Murillo è un giocatore enormemente sopravvalutato e che forse sarebbe il caso di arretrare Gary Medel sulla linea dei difensori, provando a ignorare statura e gap fisico e puntando piuttosto su leadership e attitudine al ruolo. Murillo e Ranocchia sono comunque improponibili insieme, un concentrato di vigore fisico speso a caso ed errori tecnici e tattici spaventosi. Il problema è che Miranda ha 32 anni e non si è mai risparmiato, quindi Medel o non Medel si torna al punto 1: la rosa è corta.
  4. Banega è lentissimo, ma soprattutto senza JM è smarrito, perde posizione ed efficacia e diventa confusionario e problematico. Troppi palloni persi e messi in galera, ripartenze concesse allo Sparta e tempi di gioco smarriti per puro individualismo o indolenza. Stasera ha messo in enorme difficoltà Gnoukouri ed ha ulteriormente amplificato la colossale inadeguatezza di Felipe Melo, che in serate come questa è un paracarro sgradevole, falloso e ingombrante. Un centrocampo del genere è un regalo per avversari dinamici, che lo hanno tagliato a fette dall’inizio alle fine.
  5. L’involuzione di Eder, la sua trasformazione in arcigno terzino d’attacco è quasi completa. Non vede la porta e quando la vede (gliela spalanca Icardi), s’incarta e sbaglia cose impensabili. Corre, sbuffa, contrasta e recupera, cuce decine di metri di campo ma con la palla tra i piedi e in fase di costruzione sta diventando imbarazzante. Arrivato con le credenziali di seconda punta capace di occupare anche il centro dell’area, si candida ormai a un posto nella rotazione dei tanti e mediocri terzini nerazzurri.

ps Il secondo gol è una delle più incredibili e gravi catene di errori e supponenza mai viste nella mia storia di interista. si può sbagliare ma non si può sbagliare a quel modo, come ci si fa fregare all’oratorio. Il professionismo comporta un livello di attenzione e concentrazione sulle fasi di gioco che non solo è mancato, ma anche in modo eclatante, grave e inammissibile per gente che gioca una competizione europea. Il primo gol è invece umiliante per l’errore tecnico di Ranocchia prima e di Melo poi, più imbarazzante e triste il secondo, figlio di una memoria del proprio fisico che evidentemente è del tutto inattuale. Possono sembrare giudizi severi e lo sono, sono comunque riferiti alla prestazione in campo e al momento della squadra e non certo alla qualità umana delle persone, che supponiamo ottima (al limite sbagliando per eccesso di fiducia nel prossimo). Di Frank de Boer c’è poco da dire ma qualcosa s’è notato: ci sono giocatori che rifiutano il contagio positivo della sua etica del lavoro. Una volta si studia il fenomeno, la seconda lo si verifica ma sarebbe opportuno non arrivare al terzo episodio di questo scempio. Siamo l’Inter, non la cosa patetica vista in campo per 60 minuti stasera. Poi è vero che nonostante tutto il 4-2-4 stava per funzionare di nuovo, ma se hai Ranocchia nel motore del domani non v’è certezza ma dell’oggi sì: si perde.

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