Editoriale

La capanna dello zio Tom, la baracca dello zio Frankie

di Camillo De Carli

Ho visto la finale olimpica del basket. Stati Uniti contro Serbia. La partita è stata in bilico per non più di cinque minuti, quando gli americani hanno strappato il punteggio non c’è stato più il minimo dubbio su quello che sarebbe successo: tanto a poco, oro in viaggio verso gli States.
A quel punto potevano tutti rilassarsi, accendere la modalità circo e far divertire Carmelo Anthony e Kevin Durant e con loro tutti gli spettatori. Invece è successo una cosa strana: in panchina, di fianco a Coach K, il titolare, c’era come assistente il signor Tom Thibodeau. È riconosciuto come un maestro della difesa, le sue squadre (Chicago e dall’anno prossimo Minnesota) sono famose perché non mollano mai. Bene, a Rio Tom Thibodeau ha cominciato ad abbaiare il primo secondo di partita, ha continuato dopo che gli Usa hanno preso il largo, non ha smesso nemmeno quando erano davanti di trenta punti. Non è mai stato zitto.
Per chi non lo conosce questo video fa capire che tipo è

https://www.youtube.com/watch?v=IKHk6e1WbCc

Il risultato è che Team Usa ha difeso. Incredibile, eh? Anche a partita vinta, anche a pochi minuti dalla fine. C’era questo piccolo dobberman ringhiante e a nessun giocatore è stato permesso di cazzeggiare. Difesa e impegno, attenzione e fisico. Tutti presenti.

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Poi, ieri sera, ho visto Inter-Berchet, almeno io così capivo dalla telecronaca di Sky. Praticamente giocavamo contro la selezione di un liceo milanese. E ho visto Frank de Boer. Seduto. Zitto. Sempre più seduto. Sempre più zitto.
E ho capito. Mi è tornato in mente un derby di qualche anno fa: stiamo perdendo 1-0, la palla esce in fallo laterale, proprio nella zona delle panchine, l’allenatore di allora se la fa passare di fianco. Non la prende in mano, non accelera il gioco. La palla passa e lui, in piedi, non la guarda nemmeno. Il terzino la va a prendere e, con calma, fa la rimessa. Del resto stavamo perdendo contro il Milan, che fretta c’era? Quell’allenatore era Rafa Benitez. Sappiamo come è finita.

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Così ieri sera ho capito. De Boer, debur come lo chiamano in tv, è burro. Non ce la farà. E ho pensato che mi piacerebbe tanto avere in panchina un Thibodeau. Almeno si incazza e non mi rimane la sgradevolissima impressione di essere l’unico a cui importa qualcosa. O mi sbaglio e ieri sera Melo (Felipe, con Anthony), Eder, Biabiany e D’Ambrosio hanno fatto fatica ad addormentarsi per la brutta figura? Io non ci credo.

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One thought on “La capanna dello zio Tom, la baracca dello zio Frankie

  1. Vorrei lasciare un consiglio, se posso permettermi. Leggo da tanti anni Settore, seppur non sia una commentatrice degli articoli e ho scoperto questo blog grazie a lui. L’intento è ottimo e sto provando con tutte le mie forze a seguirvi. Però molti post sono di una pesantezza infinita, per non parlare del fatto che secondo me spesso esagerate anche con il numero degli stessi.

    Cmq in bocca al lupo per tutto e soprattutto in ogni caso complimenti per l’impegno.

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