Quel gran genio del mio amico

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Quello  in cui De Boer si è alzato dalla panchina e ha fatto tre cambi tutti insieme – e mettendo tre attaccanti, mica cazzi – è stato un momento del tutto irreale, come del resto irreale fino a quel momento erano il punteggio, la classifica, la stagione e il nostro stesso irragionevole interismo. In pratica: l’odierna fase della nostra vita in cui mendichiamo punti con Chievo, Palermo e Pescara.

Ecco, questo è il primo step.

De Boer ha fatto un gesto disperato e godurioso insieme. Praticamente – e senza rendersene conto, penso – ha miscelato le seguenti cose:  1) giocare il jolly a Giochi senza Frontiere nel gioco più difficile; 2) superare a destra Mourinho; 3) imitare De Niro e Walken nella scena della roulette russa nel Cacciatore;  4) fare boungee jumping senza controllare se il moschettone fosse stato effettivamente agganciato;  5) sperimentare bondage estremo con una vicina di casa pregiudicata; 6) mettere in pratica in diretta tv quella che poteva essere definita come la più classica della sboronata teorica da bar (“una volta ho fatto tre cambi tutti insieme, mettendo tre attaccanti”, “ma vai a cagare, bevi meno”).

Il secondo step è: a cosa è servito fare il fenomeno?

Ecco, poteva perdere 2-0, anche 3-0. Oppure fare 1-1, oppure anche 4-4 (sarebbe stato terribilmente in tono con la mossa dei tre attaccanti all together).  No, perché adesso arriva la cosa complicata: ha vinto la partita. Non so come, giuro, ma questo è quello che è successo. L’ha vinta in rimonta con la doppietta dell’unico attaccante che non ha lasciato in campo e che noi avremmo preso tranquillamente a calci in culo come quelli sostituiti.

Ora, siamo tutti a un bivio. O la cosa a cui abbiamo appena assistito è catalogabile nel più classico dei colpi di culo, oppure Frank De Boer è un genio.  Di sicuro, siamo già arrivati – solo alla terza giornata – all’over the top: più di tre cambi in contemporanea  Frank non potrà fare, lo impone in regolamento Fifa, e già mi sembra dura accettare una così assurda limitazione avendo a disposizione un mister talmente scoppiettante, passato nel giro di 5 minuti da “ectoplasma olandese sulla rampa di lancio” a “Zanza degli allenatori Seminatore d’Oro”. Viva l’Inter, Juve merda e pure noiosa: la festa è qui.

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