Esclusivo – Nerazzurro Pinetina, dal nostro infiltrato speciale

di Mario Bauscia

Il giorno dopo l’impresa in rimonta con il Palermo, i musi che sfilano ai cancelli della Pinetina sono più lunghi della squadra vista in campo domenica a San Siro. Perché, non si sa: i progressi, parola di Mister Franco, sono stati evidenti, e il risultato in potenza di 4-1 – sempre a dar retta a Franco – dovrebbe regalare sorrisi, lascia stare che poi il tabellino in atto dica pareggio.

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I primi ad arrivare sono come sempre Perisic e Candreva. Poche storie, sono alternativi, se c’è uno fuori l’altro. Coerentemente, la società ha messo a loro disposizione un unico armadietto: chi prima arriva meglio alloggia, nel senso che se la cava con la sgambata del mattino e per pranzo può già andare a giocare a Pokemon Go, lasciando spazio all’altro. Cui invece toccano al pomeriggio seduta tattica, lavoro fisico, partitella, e la temutissima passeggiata finale nei boschi di Appiano con Medel al guinzaglio, che se il pitbull vede una lepre poi son cazzi tenerlo.

E quindi è gara quotidiana fatta di sveglie che suonano quando canta il gallo e folli corse all’alba verso Appiano. Oggi il più rapido è il croato, ore 5.45 brucia al fotofinish Antonio e timbra per primo il cartellino col più elegante e scontato dei doppi passi, cui ormai anche il custode del Centro Sportivo Angelo Moratti reagisce con un sorriso di tenerezza e uno sbadiglio. A Candreva non resta che accomodarsi in sala mensa e ingannare l’attesa aggiornando con nuovi meme la sua pagina Lotito ovunque.

Poi via via arrivano tutti gli altri, in fila per due. La tensione e le scorie del difficile avvio di campionato sono evidenti: Murillo si butta in tackle su un bimbo che gli chiede l’autografo, provocandogli la frattura scomposta della biro. Il giovane Santon urla al telefono con l’andrologo che gli ha rimandato il controllo della prostata, mentre Eder continua a disturbare raccontando a tutti il suo gol alla Svezia. Pora stella, è l’unico che ha fatto negli ultimi 200 giorni, chi ha il coraggio di biasimarlo?

FC Internazionale Milano v Udinese Calcio - Serie A
MILAN, ITALY – APRIL 23: Eder Citadin Martins of FC Internazionale Milano celebrates his goal during the Serie A match between FC Internazionale Milano and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on April 23, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Miranda cerca disperatamente di tenere compatto e ordinato il gruppo, poi si rassegna e si mette le mani nei capelli. Non un’impresa facile, nel suo caso, ma sempre meglio che gestire questa banda di minchioni.

C’è anche, nella fila per due, il resto di tre, nel senso degli assenti più o meno giustificati.

Kondogbia è in Francia per rispondere alla convocazione della Nazionale. Nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che trattasi di scherzo ordito da quella sagoma di Evra. Pare incredibile ma Kondo ci è cascato, come la prenderà quando lo scopre è per ora un mistero, comunque meno inquietante delle sue prestazioni in campo.

Brozovic è sempre a Malpensa, in attesa di essere venduto per davvero dopo essere stato accostato, nell’ultimo mese, a 34 squadre di 26 paesi diversi. Là dove c’era Epic Brozo, ora c’è un povero disgraziato che assomiglia al Tom Hanks di The Terminale e che ha l’incubo di fare la fine di Guarin: “Mi volevano Juve e Chelsea, sono finito al Jiangsu”.

E poi c’è, anzi non c’è, Icardi. Il capitano, modello di dedizione e attaccamento alla maglia, ha deciso unilateralmente di non allenarsi fino a quando non firmerà il 13esimo rinnovo contrattuale degli ultimi 12 mesi. Le parti sono comunque vicine, si lavora sugli ultimi dettagli per soddisfare le richieste del procuratore del centravanti argentino, l’ex ingegnere nucleare Wandanara: il ruolo da protagonista nel prossimo spot del Suning Commerce Group, e un posto alle casse del centro commerciale Suning di Nanchino per la nipote Wandita, che vuole sfondare nel mercato porno cinese, ma prima deve metter via un po’ di soldi per rifarsi le bube. A dimostrare comunque quanto il capitano sia vicino ai compagni, il suo tweet delle 11.34 che lo ritrae con regolare maglia numero 9 mentre fa colazione a bordo piscina, azzannando un cornetto strizzato tra le tette di Wandanara.

MAURO-ICARDI-WANDA-NARA

A proposito di mercato, a poche ore dalla chiusura delle trattative arriva forte e chiara la smentita delle voci su interessamenti per Fabregas, Joao Mutinho e pure Valdifiori. “Ci hanno offerto anche Jack Wilshere in prestito gratuito, ma abbiamo detto un secco no. In mezzo siamo a posto, semmai potremmo sondare le piste che portano a giocatori come Cuadrado, Cerci e Garrincha, perché forse ci manca qualcosa sugli esterni alti”, dichiara al suo arrivo ad Appiano Ausilio, al microfono di un Massimo Nebuloni ancora in pigiama. Uno sparo proveniente dalla sala mensa annuncia il tentato suicidio di Candreva.

Ore 9,30, è di nuovo trambusto all’ingresso. Ed è ancora lui: Caner Erkin, 27 anni, origini turche. Da un mese o poco più si presenta ai cancelli e cerca di entrare, sostenendo di essere un regolare tesserato della Beneamata. Anche oggi, nessuno lo riconosce. Trovato sprovvisto di permesso di soggiorno, viene accompagnato dalla sicurezza a Malpensa e, dopo un fugace saluto a Brozovic, si imbarca finalmente sul primo volo per Besiktas. Alla notizia, in Giappone vengono vendute altre 200mila magliette di Nagatomo.

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Poi finalmente è ora del campo. A dirigere, imperioso e carismatico come un cucciolo di Panda, c’è ovviamente Mister Franco. Abbandonato lo scooter elettrico usato ad Ajax, si presenta alla guida di un mezzo più moderno e scenografico: un Segway tarocco Made in Taiwan, modello attualmente in saldo nei negozi della catena Suning, e non si dica che la nuova società non è in grado di ideare e sviluppare preziose sinergie commerciali. In attesa che scada il fatidico mese richiesto da Franco per dar forma alla sua squadra, è già qualcosa.

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