L’istantanea (Medel e i Mulini a vento)

Nei minuti finali l’Inter ha avuto parecchi calci da fermo a favore. Calci d’angolo, punizioni dalla trequarti, buone occasioni di muovere la palla senza dover mettere in mostra la più micragnosa manovra di sempre. Su una delle palle più interessanti la squadra ha cercato il tutti-dentro, con Banega che temporeggiava per permettere ai centrali di salire. Murillo (non Ruud Krol, Murillo), si è accorto che mancava copertura ed è restato sulla trequarti. Medel si è agitato e ha pensato di esercitare la sua influenza da capitano morale e allenatore in campo e ha chiesto a Murillo di inserirsi, facendogli capire ad ampi gesti che avrebbe coperto lui l’eventuale ripartenza del Palermo. Bene, la punizione di Banega è stata respinta, il Palermo è ripartito e Medel era nella posizione peggiore per chiudere in diagonale. La morale della favola è che la leadership a cui eravamo abituati è quella di Cambiasso ma siamo consapevoli di non poterla chiedere a Medel. Però, c’è un però. Passino gli errori tecnici più squallidi, passino le occasioni sbagliate grossolanamente, passi l’inadeguatezza al ruolo (non dovrebbero passare, per me Medel non è un giocatore da squadra con ambizioni). Ma mettere in difficoltà i compagni per presunzione e faciloneria no. Quello no. Meglio, mille volte meglio gli errori di un ragazzino come Gnoukouri delle cose mediocri viste da Medel e Kondogbia oggi.

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