Editoriale

E ora qualcosa di completamente diverso (momenti di inspiegabile ottimismo nerazzurro)

Dice: la macchina è rotta, il motore non gira ma ha una bellissima carrozzeria. Dopo la piccola catastrofe tra amici di Chievo – Inter e approfittando del disastro romanista di ieri sera (la sconfitta del vicino è sempre più verde), che potrebbe aver dirottato le attenzioni di prefiche e becchini dalla nostra amata Beneamata, eccoci colti da un momento di ingiustificata euforia. La macchina è ferma ma la carrozzeria è davvero bella e in fondo potrebbe bastare in attesa di tempi migliori. Qualcosa ha funzionato, qualcosa è sopravvissuto alla giornata di grazia di Birsa e alla solita giornata di graziella e grazie al cazzo di Sorrentino. Proviamo a mettere in fila gli elementi confortanti, le basi su cui l’imperturbabile Frankie potrebbe cominciare a ricostruire.

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1. Però, Kondo…

Ha toccato molti palloni e raramente ne ha fatto qualcosa di buono. Ha corso tanto e disordinatamente, poche sovrapposizioni e pochi passaggi intelligenti dettati. Ma ha corso davvero tanto e ha dato la sensazione di essere l’unico a lottare nel marasma del nostro centrocampo. En plus, se anche è vero che gli manca il tempo dell’inserimento offensivo, ha stabilito un piccolo e impressionante record statistico: 9 dribbling riusciti su 9 tentati, uno spaccato di partita interessante e la dimostrazione che se De Boer trova la quadratura, il ragazzo può mettere a frutto tanta anarchica bellezza

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2. Candreva e il giuoco del pallone

Antonio Candreva stoppa qualsiasi cosa. Lanciategli una lavatrice, delle tazzine di caffè, quello che volete. Lui l’addomestica e la mette in terra. Nella squadra che ha affidato la sua fascia destra al Levriero Schelotto non si può dare mai nulla per scontato e poco importa la brillante militanza laziale. Volevamo vederlo con i nostri occhi e in effetti il ragazzo è un manuale di tecnica. Calcia bene, crossa bene, stoppa bene e all’occorrenza tira. Lui e Perisic sono una coppia di esterni formidabili. Una sola prece a De Boer: libera questi ragazzi dalla tortura del corner corto. Il corner corto è come i trailer delle videocassette porno sulle reti private, quelli che andavano per la maggiore ai miei tempi: sul più bello si blocca l’immagine, sul più bello perdi la palla e apri il contropiede avversario

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3. Miranda, mirabilis Miranda

Giocare con Ranocchia e D’Ambrosio. Giocare a tre con Ranocchia e D’Ambrosio. Giocare a tre con Ranocchia e D’Ambrosio e mantenere la sanità mentale, nonostante  gli avversari ti scaglino tra le ginocchia anche un pepatissimo pur se anziano Pellissier. Joâo Miranda è un difensore formidabile, una sua diagonale in chiusura sul centesimo pasticcio degli altri due ha reso meno amara la mia serata al Bentegodi. Se Murillo modera l’impeto e lo segue un po’ di più, se il centrocampo riesce a garantire la protezione e il filtro e non li espone alla velocità delle discese centrali, almeno lì dietro la coperta può non essere corta (a patto che si prenda un terzo decente per la rotazione. Di Ranocchia sarebbe bello non parlare mai più)

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4. Chievo Verona, ci facciamo sentire noi

Il Chievo è un incubo da sempre, anche se lo si batte spesso e volentieri. Grinta, corsa e organizzazione che spesso cozzano con i nostri momenti di peggiore indolenza. Tolto il dente, smascherati i nostri limiti, almeno per un po’ non ci si vede cari amici (…), del Chievo

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5. De Boer o del dire le cose come stanno

Mettetela come vi pare ma non eravamo più abituati ad avere un allenatore che non cerca scuse e racconta la storia per quel che è. Squadra fisicamente a pezzi, proprio errore tattico ammesso, appuntamento alla prossima con l’immutato desiderio di costruire una squadra. Una squadra e un gioco. Ottimista lui, inguaribilmente ottimisti noi

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6. E… Ora qualcosa di completamente diverso

Già, che però sia diverso davvero. A far fessi gli ottimisti ci vuole poco, siamo come cuccioli di foca sul pack. Indifesi, interisti e ancora convinti che possa essere una buona, imprevedibile annata.

Ah già… Banega! Deve ancora esordire Banega. Dite che ha già giocato? Allora manca un punto.

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7. Banega, quello vero

Certo che è un giocatore da alti e bassi, altissimi e bassi. Ma non è mai stato trasparente e mediocre, quindi quello di domenica non può che essere stato un caso isolato. Never more, Ever. Caricati in spalla l’Inter, pesa molto ma pur sempre meno di quel paio di brillocchi che porti alle orecchie. Vamonos

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One thought on “E ora qualcosa di completamente diverso (momenti di inspiegabile ottimismo nerazzurro)

  1. Rocco ha detto:

    Ragazzi che posso dire per stile ironia e contenuti siete diventati una appagante abitudine.
    Vi conosco da poco e già condividiamo molto del passato e almeno una cosa per il futuro.
    Leggo tutti i vostri articoli ma il passaggio delle foche ottimiste non mi ha strappato un sorriso ma una convinta risata (non che la parte dei porno trailer mi abbia rilassato gli addominali).
    Quindi grazie per le belle Letture e la piacevole compagnia.

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