Consigli per gli acquisti (Suning, per l’amor del cielo spendili bene quei 35 milioni)

Come se non fossero bastati i 35 milioni per Kondo (che a meno di miracoli resterà questo giocatore, uno che si impegna, lotta, sbraita e tira in maniera sbilenca senza nemmeno disperarsi più di tanto, come se fosse la regola), ora qualche virtuoso dirigente sta per spenderne altrettanti per Joao Mario. Se fosse il giocatore visto agli europei non sarebbero nemmeno soldi buttati. Se fosse. Ma in fondo anche Alvaro Pereira in nazionale era un altro giocatore, ricordo ancora il suo Mondiale. A proposito, che fine ha fatto il buon Alvaro?

La verità, caro Suning o chi per te, è che la lista della spesa è stata fatta per l’ennesima volta con i piedi, seguendo la logica che porta a scelte simili, tipo fare una passerella estiva piuttosto che una preparazione come il cristo pallone comanda. È come se dovessimo preparare una torta e fossimo tutti intenti nella ricerca della ciliegina quando invece ci mancano lo zucchero, le uova e il pan di spagna. Fuor di metafora, qualcuno dovrà spiegarci come è possibile che dopo quattro campagne acquisti si giochi ancora con Ranocchia, D’Ambrosio e Nagatomo.

Anzi, adesso che ci penso, mi sembra che il giapponese sopravviva a queste latitudini da circa sei stagioni.Troppe per un giocatore normale. Normalissimo, a tratti scarso.

Su Ranocchia ammetto: ci ho creduto persino io. Sì, i primi cinque minuti di Chievo – Inter, il tempo di tentare di rompere una tibia a Meggiorini dopo aver perso un pallone ai limiti dell’area di rigore. Ci avevo creduto, perché in fondo degli olandesi ci si fida, è gente che di calcio mastica. E il gemello De Boer sembrava addirittura preparato sulla storia di Andrea: “Uno come lui va recuperato”. Ho avuto persino la sensazione che ne avesse visionato i dvd di quando giocava a Bari e in coppia con Bonucci sembrava lui quello bravo. Poi ho capito che anche questa volta era tutta un’illusione, che Ranocchia non è un giocatore da Inter, e in fondo non c’è niente di male in questo.

Su D’Ambrosio non sarà un’intervista a farmi cambiare idea. Il ragazzo ha volontà e coraggio. Sulla dialettica avrei qualcosa di ridire, ma non è questa la sede. Per sua stessa ammissione non è Zanetti, né Maicon, e nessuno l’ha mai messo in dubbio. Quando dice che da lui non ci si può aspettare che salti tre uomini e metta la palla al centro ha pienamente ragione. A noi basterebbe che ne saltasse uno, anche per sbaglio, ogni tanto. O che evitasse di fare veli improbabili per gli avversari ai limiti dell’area. Insomma caro Suning, se tra un impegno e l’altro hai il tempo di guardare una partita dell’Inter ti accorgerai che forse possiamo rimandare la ciliegina e comprare lo zucchero. Là dietro siamo messi malissimo: abbiamo un portiere che non sorride (e non si butta), un centrale che una volta aveva i piedi buoni e che oggi sente il pallone scottare, un terzino che non si sovrappone nemmeno per sbaglio e un altro che non salta l’uomo.

Sì, siamo preoccupati. Per la prima volta, guardando un Chievo – Inter, ho pensato che messi a confronto, uno per uno, certi giocatori del Chievo non siano affatto inferiori a quelli dell’Inter, e non è una battuta. Sorrentino è più forte di Handanovic. Dainelli è nettamente più sicuro di Ranocchia, Birsa potrebbe giocare tranquillamente al posto di Kondo e potrei continuare con altri quattro – cinque esempi senza far rabbrividire nessuno. Ho paura che non sia nemmeno un problema di modulo, che a tre o a quattro sarebbe esattamente la stessa cosa. Rieccoci qui, con questi 35 milioni che non si sa da dove vengono. In tempi di fair play finanziario qualcuno trova sempre il modo di buttare una bella cifra in un acquisto privo di senso. Una volta per aggiustare il centrocampo il buon Osvaldo Bagnoli chiese e ottenne Antonio Manicone. Gli risero dietro, lui con quell’innesto stava per soffiare lo scudetto al Milan in uno dei campionati più squilibrati della storia, forse persino più squilibrato di questo. Prendete esempio dall’Osvaldo, se non ci sono i soldi ingegnatevi.

Prendete due terzini e un centrale, se potete anche un portiere (ma Sorrentino vi faceva così schifo?), perché di questo che non sorride mai, noi abituati a guasconi alla Zenga, Pagliuca o Julio non ne possiamo più. Se cercate l’usate sicuro basta chiedere, purché non ve ne usciate con Georgatos o Gresko, abbiamo già dato. Ci sono giocatori che non vedono l’ora di indossare la maglia dell’Inter. Giocatori che possono raddrizzare una squadra. Con 35 milioni di euro non si compra tutto, ma si aggiusta molto. Verrà il tempo della ciliegina, verrà il tempo dell’ennesima scommessa.

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